Il percorso in tre lingue, realizzato dalla Fondazione Dolomiti UNESCO e ispirato al Dolomites World Heritage Geotrail, è già stato ospitato in numerosi contesti che hanno consentito di arricchire, di volta in volta, la narrazione dei 270 milioni di anni che separano le Dolomiti di oggi dalla loro origine. Sarà così anche nell’estate 2026, grazie alla collaborazione del Museo Paleontologico Rinaldo Zardini e del Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo, entrambi gestiti dalle Regole d’Ampezzo. Una sede prestigiosa, che consentirà a chi lo desidera di integrare la visita della mostra (che resta gratuita), con il ticket per l’ingresso al Museo e ai suoi percorsi, impreziositi da 20.000 esemplari di fossili, soprattutto marini, appartenenti a ben 1000 specie diverse e dalle ricostruzioni degli ambienti in cui si sono formati.
«Dolomiti: in cammino nella geologia della meraviglia» è ispirata al portale geologico Dolomites World Heritage Geotrail, che a sua volta rappresenta una prosecuzione e un ampliamento dei contenuti scientifici propri dell’itinerario escursionistico che attraversa le Dolomiti Patrimonio Mondiale, dal Brenta alle Dolomiti Friulane. Un vero e proprio viaggio nello spazio e nel tempo, alla scoperta della geologia della meraviglia, curato da Biosphaera scs, realizzato grazie anche al supporto scientifico dei geologi Alfio Viganò, Riccardo Tomasoni e Alberto Carton nell’ambito della Rete del Patrimonio Geologico della Fondazione Dolomiti UNESCO, e reso particolarmente suggestivo dalle foto di Matteo Visintainer e dai disegni di Davide Bonadonna. L’obiettivo? Avvicinare non solo i visitatori, ma anche le comunità locali alla conoscenza del patrimonio geologico delle Dolomiti, suscitando quella curiosità indispensabile a camminare sui sentieri con maggiore consapevolezza delle trasformazioni che hanno caratterizzato i processi geologici e che continuano a modellare le forme di valli, pareti, guglie, torri e pinnacoli.
