Nell’ambito della mostra de Pisis, i grandi del ‘900… L’anima del “Rimoldi” e la sua evoluzione, il 16 luglio 2026, alle ore 17.30, presso il Museo Mario Rimoldi di Cortina d’Ampezzo, si terrà un incontro con la dott.ssa Maddalena Tibertelli de Pisis dal titolo Il pittore poeta Filippo de Pisis: quel tocco di colore che ammaliò Rimoldi.
A Filippo de Pisis, del quale ricorrono quest’anno i 70 dalla morte e i 130 dalla nascita, è dedicato infatti quest’estate un intero piano del Museo con l’esposizione delle 54 opere facenti parte della Collezione Rimoldi.
Maddalena Tibertelli de Pisis
Direttrice e curatrice dell’Associazione per Filippo de Pisis, oltre che di altre realtà legate a figure di artisti del XX secolo.
Dopo la laurea in Lettere Moderne con specializzazione in Storia dell’Arte all’Università degli Studi di Milano, Maddalena frequenta un corso di Design e Visual Thinking presso la Parsons School of Design di New York. Terminati gli studi si forma professionalmente presso importanti case d’asta, gallerie, musei e fondazioni, nazionali e internazionali, presso le quali Maddalena idea e cura diversi eventi d’arte ed esposizioni riuscendo, con la sua spiccata sensibilità, ad approcciare le tematiche sempre in modo originale, creativo e non convenzionale.
Nel 1993, suo padre, Filippo Tibertelli de Pisis, insieme a Claudia Gian Ferrari e alla cugina Bona Pieyre de Mandiargues Tibertelli, costituisce l’Associazione per Filippo de Pisis con lo scopo di organizzare in maniera più organica, strutturata e professionale l’archivio dell’artista e per tenere traccia della sua memoria storica e culturale. Dal 2011 Maddalena assume il ruolo di direttrice e curatrice dell’Associazione occupandosi primariamente dello sviluppo di mostre ed eventi che riguardano l’opera, lo studio e la figura di Filippo de Pisis.
Nel 2010 Maddalena fonda e dirige Elma Art Filemakers, un’organizzazione di gestione di archivi d’arte privati di artisti, collezionisti e gallerie. Dal 2014 è docente di Storia dell’Arte Contemporanea presso lo IED – Istituto Europeo di Design di Milano nella classe internazionale di Interior Design e Product Design e dal 2017 tiene corsi di formazione per AitArt – Associazione Italiana Archivi d’Artista co-fondata, tra gli altri, dalla stessa Associazione per Filippo de Pisis.
Maddalena è autrice di numerosi saggi e testi monografici su Filippo de Pisis.
Filippo de Pisis in un tocco di colore
Nell’agosto del 1956, a pochi mesi dalla scomparsa di de Pisis, Mario Rimoldi organizzò una retrospettiva presso il Circolo Artistico con 60 opere di sua proprietà: ne possedeva centinaia. A Cortina fu il primo di una serie di tributi postumi resi a uno dei pittori più rappresentativi del Museo Rimoldi, che conta ben 54 lavori dell’artista. Racconta Rimoldi “… Prima mi ero indirizzato verso l’Ottocento … l’incontro con de Pisis nel 1929 mi aprì gli occhi. Cominciai ad innamorarmi dei giovani maestri del Novecento… Devo a de Pisis se il mio gusto si è affinato. E a de Pisis resto sempre affezionato…” (P. Rizzi, Gazzettino, 3.10.1968).
La presenza di de Pisis a Cortina divenne abituale: la natura circostante e il pittore - letterato, botanico e poeta – s’intrecciarono in una perfetta armonia. Incantato, dipingeva scorci, funghi, frutti, fiori … Ricorda Giovanni Comisso: “Ad ogni fiore mi decantava la sua bellezza e mi spiegava a quale specie apparteneva … mi accorsi che mi faceva scoprire la bellezza di quelle tinte umili ed esatte che egli sembrava vedere nell’ingrandimento di una lente”.
Cultura, creatività, sensibilità: Rimoldi non poteva che rimanerne affascinato. Il pennello di de Pisis, con rapidi tocchi di colore, rendeva poetici i soggetti più semplici; ad attirarlo era il binomio bellezza/caducità. L’artista percepiva e immortalava l’istante prima che scomparisse e non solo nella natura: un volto segnato dagli anni, la timidezza di un soldatino, la stanchezza di un pescatore, la frenesia di un cantiere, l’atmosfera di paese quanto quella di città. Immediata la comunicazione con l’osservatore.
Questo il de Pisis che si desidera ritrovare nelle opere del “Rimoldi”. Sarà interessante dunque soffermarsi su quei segni accennati, ma capaci di creare immagini. Magia di una riflessiva sintesi pittorica.
