Il collezionista Mario Rimoldi

Siamo nel 1921 quando il ventenne Mario Rimoldi, nato a Cortina il 13 aprile 1900, studente presso la Scuola Alberghiera di Roma, inizia ad interessarsi all'arte e, soprattutto, ad acquistare alcune tele.
Tornato a Cortina, l'attrazione per il "Bello" è diventata così intensa da spronarlo a cercare, senza posa e con occhio acutissimo, nuove opere delle quali circondarsi.

Importantissimo per il raffinarsi del suo gusto si rivela l'incontro con Filippo De Pisis nel 1929. Cortina diventerà un appuntamento fisso per l'artista e Rimoldi farà anche dei suoi quadri un investimento.
Le opere, sistemate nel privilegiato Hotel Corona, diventeranno così numerose che, negli anni Sessanta, ne verrà compilato un catalogo. Quando nel 1941 si apre a Cortina la prima Mostra italiana del Collezionista a fare da "primo attore" è proprio la collezione Rimoldi che conta già circa 700 opere. Nello stesso anno vengono pubblicati 150 esemplari del catalogo "Raccolta d'arte di Mario Rimoldi".

L'instancabile impegno di quest'uomo irrefrenabile non si limita al collezionismo, ma si allarga anche all'organizzazione di attività culturali a Cortina. L'appassionato collezionista sostiene l'istituzione di vari premi (Ulisse, Parigi, Cappelli...), è tra i fondatori del Circolo Artistico, organizza importanti mostre (Sironi, De Pisis, De Chirico), è membro attivo e presidente di numerosi enti (Scuola d'Arte, Comitato di soggiorno e Turismo, Corpo Musicale...)

Nel 1951 viene eletto Sindaco di Cortina e sarà protagonista dell'avvenimento che darà una svolta alla vita della cittadina ampezzana: le VII Olimpiadi Invernali.
Per l'organizzazione di quest'ultime, e non solo, egli riceverà riconoscimenti di ogni tipo.

Ricordiamo che ragguardevoli offerte continuavano a giungere, in quel periodo, per l'acquisto delle tele di sua proprietà (ormai più di mille): gallerie di tutto il mondo ambivano a farle proprie, ma anche le più prestigiose riuscirono ad ottenerle solo in prestito e in tempi definiti. 
Ormai quelle opere erano diventate vitali per il nostro appassionato d'Arte. è da sottolineare che, se inizialmente i gusti di Rimoldi erano orientati verso l'arte dell'Ottocento, dal dopoguerra i suoi interessi si erano estesi agli artisti del suo secolo. La collezione era così divenuta via via più completa e quindi, più ricercata. Tutto ciò, unito al fatto che le sue opere venivano pian piano inserite in cataloghi d'importanza internazionale, fu il riconoscimento più significativo di un singolare fiuto.

L'apertura a un mondo artistico sempre più vario gli venne anche dal filo diretto, che egli seppe stabilire con la Biennale di Venezia e da innumerevoli viaggi, che effettuò in Italia e all'Estero per visitare mostre di ogni genere. Questa vita variopinta e ricca di emozioni non lo vide però allontanarsi dalle sue montagne e, in cuor suo, continuò fino alla morte ad alimentare il sogno di realizzare una Galleria nella amata Cortina.
La moglie, Rosa Braun, rimasta vedova nel 1972, donò la parte più prestigiosa delle opere da lui raccolte alle Regole d'Ampezzo, l'espressione più antica di quello spirito comunitario che da sempre ha animato le nostre genti e che, come abbiamo potuto comprendere, non è certo mancato nell'intensissima esistenza di Mario Rimoldi.
E' così che dal 1974 una parte delle opere da lui collezionate fanno buona mostra di sé alla Ciasa de ra Regoles, donando emozioni sempre nuove a chi le ammira e mantenendo vivo lo spirito artistico del loro "padre adottivo".