Gianpi Manzoni

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ACCIAIO ETERNO

GianPi Manzoni

Dal 02/12/2025 al 06/01/2026

Museo d’Arte Moderna Mario Rimoldi – Casa delle Regole – C.so Italia 69, I-32043 Cortina d'Ampezzo (BL)

 

Dal 2 dicembre 2025 al 6 gennaio 2026, il Museo d’Arte Moderna Mario Rimoldi di Cortina d’Ampezzo è lieto di ospitare Acciaio Eterno, mostra personale dell’artista lombardo GianPi Manzoni (Oggiono, 1950). Il progetto costituisce la nuova tappa di un ciclo espositivo inaugurato a Porto Cervo e presentato successivamente nelle rinomate
località alpine di Sankt Moritz e Gstaad, in Svizzera.
La virtù creativa comporta nella pratica artistica di GianPi Manzoni - che si rende più incline a quella scultorea - il desiderio di performare gli spazi con cui egli interagisce - indoor e outdoor - con ambientazioni di luce e materia, concependo nell’indissolubile e pregiato metallo dell’acciaio, l’interprete ideale per esplorare i confini del linguaggio estetico contemporaneo. Questo nuovo itinerario vede la collocazione di un significativo e copioso gruppo di opere - formato da voluminose sculture in acciaio e lavori bidimensionali, pitture e componimenti plastici in polimetilmetacrilato - allestito all’interno delle sale del Museo d’Arte Moderna Mario Rimoldi e, all’esterno, con Angeli (2025), un intervento scultoreo di carattere monumentale, collocato a S. Vito di Cadore; si ringraziano per l’ospitalità di quest’opera il sindaco di S. Vito Franco De Bon e il consigliere Antonio Palatini.

Orari: 10.30/12.30 – 15.30/19.30
Chiuso lunedì 15 dicembre e le mattine del 25 dicembre e del 1° gennaio 2026

Per informazioni e contatti stampa:
DOMUSMOVA GALLERY
Via Giovanni XXIII n° 28 23848
Oggiono – LC – Italy
+39 0341 576036
+39 339 6951561
info@domusnovagallery.com

Museo D’Arte Moderna Mario Rimoldi
C.so Italia 69, I-32043 Cortina d'Ampezzo (BL)
T. +39 0436 866222 / 0436 2206
museo.rimoldi@gmail.com

GianPiManzoniAcciaioEterno(dic25)

«Non bisogna rispettare le mie sculture, bisogna amarle e voler giocare con loro. Io voglio scolpire forme che possano dar gioia agli uomini».
Constantin Brancusi

L’opera di GianPi Manzoni s’inscrive nel profilo biografico come apice di una proficua carriera dedicata alla progettazione d’interni, la somma eccelsa della naturale deriva del processo creativo, da lui sperimentato e compiuto abilmente, lungo l’intero percorso professionale di eclettico e raffinato designer per la storica azienda familiare, DOMUSNOVA, attiva dal 1881 nel settore della creazione di prestigiosi complementi d’arredo.

Laddove l’elogio per il corredo degli interni si manifestava oltre al disegno, nella plurima selezione e lavorazione di nobili materiali e la loro successiva rappresentazione - mise en scene - ora il compendio espressivo di GianPi Manzoni viene rivelato nel rapporto esclusivo se non quasi monogamo che instaura con la materia metallica dell’acciaio, volutamente inossidabile, perché di eterna resilienza.

Vale la prefazione che definisce l’acciaio inox 316L, come una lega metallica austenitica (fase allotropica del ferro) e amagnetica, composta da cromo, nichel, molibdeno e una bassa percentuale di carbonio, motivo per cui si aggiunge la “L” (low carbon) alla sua denominazione. Questa particolare composizione offre all’acciaio 316L una resistenza superiore alla corrosione, in particolare contro la corrosione da cloruro, comune nelle acque marine, quivi la sua applicazione navale, infatti spesso denominato come acciaio marino.

Attraverso questa materia l’artista misura la propria attitudine alla dimensione scultorea: dapprima nel compiuto tecnicismo operato su di essa, mediante il confronto diretto con le proprietà che la governano quali massa, volume e forma, in seguito nell’estensione della concezione estetica racchiusa nelle luminose multiformi creazioni.

Giunte presso l’atelier di Oggiono (dove l’artista vive e lavora) - comune della provincia di Lecco - le imponenti lastre metalliche sono sottoposte a una massiccia trasformazione fisica: agita sulle solide superfici con potenti piegature, curvature e flessioni, poi rifinite con morbidi e precisi intagli che sagomano i profili delle diverse figure, infine la lucidatura a specchio conclude la vigorosa e possente impresa, mentre le tinte primarie come il nero profondo o il rosso assoluto, moderano l’intero orizzonte cromatico dei neutri e specchianti lucidi acciai. Ne fanno esempio Lucifero (2024); Arcangelo (2024) e Mio Cuore (2023), opere di considerevole peso e altezza, che completano la fluidità del loro movimento verso una sinuosa verticalità, cristallizzando quasi l’incandescenza dello stato liquido e incalzando lo sforzo e il peso di tale propulsione fisionomica, alla base del piedistallo.


La morfologia curviforme dei lavori come Armonia (2023); Vela (2024); Elisse di Luce (2022); Moon (2024) e non ultimo Flash (2024) esprime la tenace capacità della materia di piegarsi e addomesticarsi alla volontà dell’artista e evidenzia viceversa, la straordinaria abilità dell’autore di immaginare l’acciaio oltre i propri limiti strutturali andando a formulare un inventario caratterizzato non solo dal virtuosismo materico quanto dall’ardore poetico espresso dai corpi scultorei. Questi ultimi non si esauriscono nella loro finalizzazione, continuano la vivifica esperienza ogni qual volta vengono collocati in un nuovo ambiente espositivo: attraverso lo splendore delle superfici specchianti, le sculture assumono inediti bagliori di luce e differenti cromie, riflettendo ciò che in quel preciso istante è presente nello spazio intorno a loro. Questa dicotomia innescata dall’opera in sito, che vede da una parte la totalità del corpo fisico e dall’altra l’immagine riflessa, include lo spettatore e il luogo nell’intero processo cognitivo - accogliendo nello specifico, ciò va oltre all’oggetto in sé, che fa affidamento all’aspetto interpretativo delle sculture quanto degli agiti e delle ambientazioni ricreate a partire da e in esse.


Le forme riflettenti e riflesse di GianPi Manzoni divengono nella sintesi eidetica, dei dispositivi virtuali, intesi per ciò che sono in potenza non solo in atto: così come lo specchio è uno strumento che simula la realtà e ne proietta un’altra in apparenza, queste sono simulacri dell’esistenza e della condizione umana, divisa fra verità e mistero, riconoscendo quindi al reale una valenza duale, ambigua e ambivalente, modellata fra intellegibile e sensibile, fra concretezza e astrazione. Si rinnova così il pensiero del noto filosofo francese Pierre Klossowski, che più di altri e prima di altri, vide nel remoto verbo di simulare da cui deriva l’oggettivazione di simulacro - simula + il suffisso di crum (simulacrum), cosa che imita un’altra, immagine o rappresentazione divina - la formula più idonea a descrivere i tempi moderni: un mondo di simulacri dove non sempre le cose hanno il senso che appare, manifestando la dispersiva e liquida consistenza della realtà e dei suoi segni.


Non è coincidenza se l’artista instaura una profonda relazione con il simbolico, al fine di servirsene per elaborare un proprio vocabolario iconografico che si estende a più ordin semantici: dalle armoniche forme geometriche e astrali di Tondo (2023), Armonia (2023) e Moon (2024); attraverso Lucifero e Arcangelo, autentiche espressioni dell’analogia simbolica; fino alle immagini della cultura Pop come il cuore, la ballerina e l’automobile Ferrari F40, a cui l’autore dedicata un intero ciclo di lavori. L’immaginario di GianPi Manzoni è spesso caratterizzato dalla serialità dei soggetti ideati, il delicato profilo femminile infatti si rende protagonista di diverse opere, incorporando molteplici significazioni: muse, entità divine e figure mitologiche che ispirano a un’ideale di bellezza universale, riconoscendo in essa le più alte doti umane e virtù estetiche. Nella dominante scenografia pittorica dell’opera intitolata Battaglia (2023), esse vestono il ruolo di valorose guerriere, attribuendo alle donne il coraggio e la ferrea determinazione; mentre nei componimenti scultorei come l’Oiseau Du Ciel (2025) e in particolare Il Volo (2025), i corpi alati innalzano lo spirito a nobili sentimenti e eroici talenti, fisici e morali, come affermazione dell’identità femminile e dell’individuo in generale. Di medesima affinità è Angeli (2025), il monumento scultoreo collocato a San Vito di Cadore, che oltre a celebrare questo nuovo iter espositivo, rende tributo alle imminenti manifestazioni olimpiche di Milano - Cortina 2026.

Grazie al caloroso entusiasmo e alla brillante intraprendenza, uniti a una gioiosa spontaneità, GianPi Manzoni, invita gli spettatori a osservare sé stessi e vedere il mondo da una nuova prospettiva, accogliendo l’ignoto e l’inaspettato come universi di bellezza, affidando all’arte e ai suoi linguaggi il privilegio di sublimare e meravigliare ancora l’animo umano.