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Le Regole d'Ampezzo, le proprietà collettive di Cortina d'Ampezzo, oltre alla secolare gestione del patrimonio naturale di boschi e pascoli, svolgo un'attività culturale finalizzata alla valorizzazione e alla tutela dei beni storici e artistici della comunità ampezzana.

Tre sono le realtà museali delle Regole d'Ampezzo: il Museo Paleontologico Rinaldo Zardini, dedicato ai fossili delle Dolomiti; il Museo d'Arte Moderna Mario Rimoldi con una delle più importanti collezioni del Novecento Italiano e il Museo Etnografico Regole d'Ampezzo, che illustra attraverso oggetti e immagini la tradizione silvo-pastorale della comunità regoliera.

Museo d'Arte Moderna "Mario Rimoldi"
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Museo Paleontologico "Rinaldo Zardini"
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Museo Etnografico "Regole d'Ampezzo"
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Le Regole d'Ampezzo attraverso l'attività educativa, le pubblicazioni e la collaborazione con altre istituzioni museali e culturali, promuovono e divulgano il ricco patrimonio museale.

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Giovedì 20 settembre 2018, alle ore 20.30, verrà presentato il libro di Alfredo Paluselli “Il Diavolo generoso. La storia di Tita Piaz il Diavolo delle Dolomiti”.
Oltre all'autore, interverranno il giornalista Marco Perale e Marco Ghedina, Scoiattolo e socio fondatore dell’Associazione Cortina InCroda.

Alfredo Paluselli, autore
“Sono un viaggiatore e un camminatore. Lascio che ad ispirarmi siano il suono di milioni di passi, il silenzio dei boschi e i panorami delle montagne fra cui vivo. Non sono un alpinista, ma alla montagna non ditelo. Mi piace incontrare qualcuno in quei luoghi impervi dove di solito non trovi nessuno. Lì mi piace scambiare un semplice «Ciao» o intraprendere lunghi discorsi, a volte creando nuove amicizie, altre volte, semplicemente, terminando con un altro «Ciao». Ho vissuto i miei primi 42 anni ai 2000 metri di Passo Rolle, tra le meraviglie e le difficoltà delle montagne trentine, al cospetto del Cimon della Pala. Ora sto cercando nuove strade, tentando di comunicare i significati che ho appreso lassù. Adoro non sapere cosa farò domani. Ogni giorno mi reinvento e agisco a seconda di quel che sono in quello specifico frammento di vita, rimanendo estraneo ad una quotidianità stabilita. Sono nipote omonimo del primo Alfredo Paluselli: un nome importante, a cui tento di rimanere fedele e degno; ma non amo i paragoni. Chi dice che non so scalare come lui, dice una banalità: ognuno ha il suo percorso, e io seguo il mio”.

Marco Perale
Marco Perale, 61 anni, laureato in lettere antiche a Padova, ha studiato negli Stati Uniti e insegnato latino al Liceo Classico. Giornalista professionista, ha scritto per Il Giornale di Indro Montanelli. Già Direttore di Telebelluno, è condirettore scientifico del trimestrale "Archivio Storico di Belluno Feltre e Cadore". Socio dell'Ateneo Veneto, membro della Deputazione di Storia Patria per le Venezie, Ispettore onorario della Sovrintendenza Archivistica per il Veneto, presidente dell’Associazione Internazionale Dino Buzzati. Scrive di storia con una particolare attenzione all’Alto Medioevo e al Rinascimento nel Veneto. Ha al suo attivo una dozzina di libri e oltre 80 pubblicazioni. Dal 2017 è assessore alla cultura di Belluno.

Marco Ghedina
Nato a Cortina d’Ampezzo nel 1952, dopo la maturità, nei primi anni Settanta, si iscrive alla Facoltà di Economia e Commercio presso l’Università Cà Foscari di Venezia, lascia gli studi a metà corso di laurea deluso dalla politicizzazione dell’università, che definisce “il canto del cigno del ‘68”. In quegli anni sposta i propri interessi verso le discipline orientali e la montagna, praticando le arti marziali e l’alpinismo, due discipline diametralmente opposte nell’espressione corporea, ma perfettamente identiche nello spirito, quale “realizzazione del sapere in una azione”. Abbandonata la scelta obbligata del libri scolastici, si dedica finalmente alla libera scelta dei libri preferiti, alimentando una passione per la lettura non ancora sopita e che, nel corso degli anni, lo ha portato alla realizzazione di una piccola biblioteca personale di circa settemila volumi, di cui un terzo dedicati alla montagna. Dal 1979 fa parte del Gruppo Scoiattoli di Cortina ed è stato tra i soci fondatori dell’Associazione Culturale “Cortina InCroda”, nonché uno dei curatori della rassegna, dove durante i vari incontri ha proposto al pubblico una scelta di testi legati alla montagna e al tema della serata. Da tre anni fa parte della giuria del “Premio della Montagna”.

Il Museo Etnografico propone all’interno dei suoi spazi espositivi la mostra temporanea ANPEZO IN MUSICA. Le note della conca risuonano attraverso strumenti, personalità e istituzioni, dedicata agli strumenti musicali antichi realizzati o utilizzati nei secoli scorsi a Cortina d’Ampezzo.
I tre piani del museo offrono a chi li visita una selezione di opere finemente lavorate da artigiani locali i quali hanno utilizzato la loro maestria per dare vita a strumenti che hanno allietato i momenti più festosi della conca. Si possono ammirare i violini costruiti da Angelo Soravia, Giuseppe Menardi e Rinaldo Colle, alcuni con intarsi in tar-kashi, e scoprire le diverse fasi della loro realizzazione grazie a campioni, sagome e scalpelli del mestiere oppure sentire attraverso il diapason il suono prodotto da una tavola armonica ricavata da un abete del territorio. Così come si possono vedere diversi tipi di mandolino, da quelli più semplici a quelli

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