Filippo de Pisis

Ferrara 1896 - Milano 1956

Luigi Filippo Tibertelli frequenta le scuole nella città natale e contemporaneamente prende lezioni di disegno. Nel 1914 si trasferisce a Bologna dove s'iscrive alla Facoltà di Lettere. L'interesse per quelle materie lo spinge fin da giovanissimo a scrivere e già nel 1915 pubblica i primi opuscoli. È molto interessato ai proclami futuristi. Nel 1916 giungono a Ferrara i due fratelli de Chirico, portando una ventata di novità negli ambienti artistici e culturali della città e de Pisis è fra i primi a stringere amicizia con loro, condividendo la Filosofia metafisica. In questi anni de Pisis continua a scrivere opuscoli, novelle, articoli per critici varie riviste e giornali dell'epoca e contemporaneamente approfondisce la tecnica pittorica. Nel 1919 seguendo l'esempio di de Chirico si trasferisce a Roma dove incontra per la prima volta Giovanni Comisso a cui resterà legato per tutta la vita. Nel 1920 espone alla Galleria Bragaglia, consegue la laurea e continua a scrivere articoli per "Arte Nostra", "La Ciurma" e "Poesia e Arte", pubblica le Prose, Il signor Luigi B.Ver-Vert, quelle per La città delle Cento Meraviglie, le prose sull'eleganza maschile poi pubblicate in Adamo o dell'eleganza. A Roma la sua vita si divide tra lo studio d'arte nei musei, l'approfondimento delle tematiche contemporanee con i colleghi al Caffè Greco e negli studi privati e la frequentazione di conferenze come quella su Depero alla Galleria Bragaglia del 1922. Spesso soggiorna a Ferrara e a Venezia dove scrive alcune prose dal titolo Ore veneziane. Nel 1923 insegna ad Assisi e l'anno seguente è trasferito a Poggio Mirteto. Nel 1924 allestisce una personale al Ridotto del Teatro Nazionale di Roma. Nel 1925 decide di partire per Parigi per approfondire la pittura impressionista, post-impressionista e fauve. Qui espone alla Galerie Carmine, mentre a Roma partecipa alla III Biennale romana. Il 1926 è un anno ricco di avvenimenti: espone a Milano nella sala della rivista "Lidel" con presentazione di Carlo Carrè e alla I Mostra del Novecento Italiano, a Roma è invitato alla Mostra della Società degli Amatori e Cultori di Belle Arti, a Parigi espone alla Galerie Au Sacre du Printemps con Presentazione di Giorgio de Chirico, mentre a Venezia è invitato alla Biennale alla mostra collettiva alla Fondazione Bevilacqua La Masa. Nel 1927 partecipa all' "Esposizione d'Arte Italiana" ad Amsterdam e l'anno seguente espone a Parigi al Salon de l'Escolier alla mostra "Les Artistes Italiens de Paris", collabora all'uscita della sua prima monografia scritta da Waldemar George e partecipa alla Biennale di Venezia, dove esporrà ancora nel 1930, 1932, 1934, 1936, 1938, 1942, 1950, 1954. Nel 1929 espone alla II Mostra di Novecento Italiano e a Parigi alla Galerie Zak e alla Galerie Bonaparte e inizia a passare le vacanze estive a Cortina d'Ampezzo, che diverrà una delle mete preferita del pittore, tanto da stabilirvisi per periodi piuttosto lunghi, coccolato dall'amicizia di Mario Rimoldi, che diverrà uno dei suoi maggiori collezionisti. Espone alla Galleria di Milano e alla "Mostra di pittura coloniale", a Roma. Nel 1931 allestisce una personale a Parigi alla Galerie des Quatre Saisons e a Milano alla Galleria di Milano dove, per tutti gli anni '30, gli verrà dedicata una mostra personale all'anno, a Roma partecipa alla I Quadriennale dove esporrà anche nel 1935 e 1939, nel 1943 e 1955 segue poi a Stoccolma la Mostra di Novecento Italiano, a Leopol in Ucraina espone alla "Premiére Exposition de l'Association des artistes indipendents ukrainiens concours avec des artistes français, Italiens, belges et du groupe ukrainen de Paris". A Parigi organizza due mostre nel 1932 alla Galerie Jeune Europe e alla Galerie Bernheim. L'anno seguente partecipa alla III Mostra d'Arte Moderna organizzata dal Sindacato Fascista di Ferrara e a Firenze allestisce la mostra personale a Palazzo Ferroni. Nel 1934 partecipa a Ferrara alla mostra "Sei Artisti ferraresi" e a Bologna alla Mostra Interprovinciale del Sindacato Belle Arti dell'Emilia Romagna; durante l'estate si trasferisce nel Gers dal fratello e a Cannes. Nel 1935 soggiorna, ospite di Vanessa Bell, a Londra, dove espone alla Zwemmer Gallery di Litchfield Street, mentre a Parigi partecipa alla mostra "L'art italien des XIX e XX Siécles". Sempre a Parigi espone alla Galerie Rive Gauche con Cocteau, Jacob e altri. Ritorna a Londra nel 1938, quindi soggiorna nel Gers, a Cannes e a Venezia, espone alla Galleria d'Arte la Zecca di Torino e alla Galleria Mediterranea di Palermo. Nel 1939 partecipa alla "Golden Gate Exhibition of San Francisco" e vince il secondo premio al Premio Bergamo con Chiesa di Cortina, ora al Museo Rimoldi. Lo scoppio della guerra non arresta il lavoro di de Pisis: nel 1940 espone alla Galleria di Roma e nel 1941 ad una Collettiva sui maestri italiani alla Galleria del Milione a Milano, alla Galleria Genova, alla Galleria Firenze, quindi a Cortina d'Ampezzo alla Mostra delle collezioni d'arte contemporanea. Nel 1941 soggiorna con Comisso a Rimini per poi trasferirsi a Milano in via Rugabella 11. Nel 1942 allestisce una personale alla Galleria dello Zodiaco a Roma. A Causa dei bombardamenti deve lasciare la casa di Milano e nel 1944 si trasferisce a Venezia. Contemporaneamente partecipa all' "Esposizione di Arte Contemporanea a Roma" alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna. Nel 1945 illustra per le edizioni del Cavallino Soggiorno a Venezia di Proust, le Poésies di Verlaine e I Carmi di Catullo. Alla fine della guerra espone a Milano alla Galleria Annunciata e alla Galleria del Naviglio, mentre a Bologna è invitato alla Galleria La Cupola. Nel 1947 la Galleria La Palma di Roma gli allestisce un'antologica, quindi si trasferisce con la nipote Bona a Parigi, dove espone alla Galerie Rive Gauche. Inizia però un periodo molto difficile per de Pisis, affetto in modo sempre più evidente da una malattia nervosa che richiede frequenti ricoveri in una casa di cura per malattie mentali, Villa Fiorita di Brugherio. Nel frattempo le sue opere continuano a rappresentarlo in mostre collettive, in Italia e all'estero: alla Mostra d'Arte Moderna di Madrid nel 1948, alla Galleria dell'Annunciata di Milano nel 1949, alla Galleria del Naviglio di Milano, alla Galleria Rotta di Genova, ad Amsterdam allo Stedelijk Museum, all'Esxposition d'Art Italien Contemporain a Bruxelles, al Musée National d'Art Moderne di Parigi e alla Tate Gallery di Londra nel 1950. Nel 1951 il Comune di Ferrara gli tributa una mostra antologica al Castello Estense, mentre a Milano partecipa ad una collettiva alla Galleria del Milione. Vince il Premio Fiorino di Firenze nel 1953, mentre l'anno seguente è invitato alla mostra "Omaggio agli antichi maestri" alla Galleria d'Are Moderna di Milano e gli viene inoltre assegnato il Premio di pittura Marzotto. Nel 1956 sono numerose le mostre che vengono allestite in suo onore, tra cui la sala personale retrospettiva alla Biennale di Venezia. Si spegne a Milano il 2 aprile dello stesso anno.

"Anch'io (mi sia concesso citarmi) à fatto per anni solo composizioni di oggetti cercando di rilevare il dramma muto e ancora recentemente [...] ma il gusto di dipingere rapido, di dire il più possibile con il meno sforzo mi vince, a scapito forse di una pittura più completa e patetica." (F. de Pisis, in A. Buzzoni, 1996

Filippo de Pisis

Bottega del sellaio

non datato

Filippo de Pisis

Bottega del sellaio

Data: non datato

Tecnica: olio

Supporto: su tela

Misure: cm. 60x47,2

Filippo de Pisis

Figura di uomo con turbante

1927

Filippo de Pisis

Figura di uomo con turbante

Data: 1927

Tecnica: disegno a inchiostro colorato

Supporto: su carta

Misure: cm. 31x20

Filippo de Pisis

Soggetto sacro (figure)

1931

Filippo de Pisis

Soggetto sacro (figure)

Data: 1931

Tecnica: acquarello

Supporto: su carta

Misure: cm. 27,9x21

Filippo de Pisis

Fiori

1938

Filippo de Pisis

Fiori

Data: 1938

Tecnica: acquarello

Supporto: su carta

Misure: cm. 48x33,4

Filippo de Pisis

Piazzetta di Vicenza

1939

Filippo de Pisis

Piazzetta di Vicenza

Data: 1939

Tecnica: acquarello

Supporto: su carta

Misure: cm. 66x48

Filippo de Pisis

Monumento a Rimini (Vescovo Predicatore)

Data: 1940

Tecnica: disegno a matita

Supporto: su cartoncino

Misure: cm. 13,1x9,1

Filippo de Pisis

Studio per scena

1940

Filippo de Pisis

Studio per scena

Data: 1940

Tecnica: acquarello

Supporto: su carta

Misure: cm. 24,2x17

Filippo de Pisis

Caricature

1941

Filippo de Pisis

Caricature

Data: 1941

Tecnica: disegno a china

Supporto: su carta

Misure: cm. 16x21,7

Filippo de Pisis

Fiori

1941

Filippo de Pisis

Fiori

Data: 1941

Tecnica: guazzo

Supporto: su carta

Misure: cm. 56,8x38,3

Filippo de Pisis

Testa di ragazzo

1949

Filippo de Pisis

Testa di ragazzo

Data: 1949

Tecnica: disegno a olio

Supporto: su cartone

Misure: cm. 31,2x25,3

Filippo de Pisis

Fiori

1950

Filippo de Pisis

Fiori

Data: 1950

Tecnica: acquarello

Supporto: su carta

Misure: cm. 50,6x37,7

Filippo de Pisis

Roger (testa)

anni 30

Filippo de Pisis

Roger (testa)

Data: anni 30

Tecnica: disegno a matita

Supporto: su carta

Misure: cm. 30,4x24,1

Filippo de Pisis

Testa di ragazzo

anni 30

Filippo de Pisis

Testa di ragazzo

Data: anni 30

Tecnica: disegno a matita rossa

Supporto: su cartone

Misure: cm. 26,8x41,7

Filippo de Pisis

Uomo col Fez

anni 30

Filippo de Pisis

Uomo col Fez

Data: anni 30

Tecnica: acquarello

Supporto: su carta

Misure: cm. 32,9x21,8



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Filippo de Pisis

Tavolozza di Filippo de Pisis

non datata

Filippo de Pisis

Tavolozza di Filippo de Pisis



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Data: non datata

Tecnica:

Supporto: tavolozza

Misure:



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Filippo de Pisis

Tavolozza di Filippo de Pisis

non datata

Filippo de Pisis

Tavolozza di Filippo de Pisis



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Data: non datata

Tecnica:

Supporto: tavolozza

Misure:



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Filippo de Pisis

Tavolozza di Filippo de Pisis

non datata

Filippo de Pisis

Tavolozza di Filippo de Pisis



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Data: non datata

Tecnica:

Supporto: tavolozza

Misure: