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Museo Etnografico "Regole d'Ampezzo"
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Il nuovo allestimento museale trova sede in una segheria ristrutturata.
Il percorso museale è stato totalmente ripensato e incentrato sulle Regole d'Ampezzo, quale secolare proprietà collettiva della valle di Cortina d'Ampezzo.

Il percorso è sviluppato nei due piani superiori dell'edificio. Al primo piano viene presentata l'istituzione collettiva delle Regole d'Ampezzo; al secondo piano è rappresentato il territorio regoliero e la gestione collettiva di boschi e pascoli.

Nel piano seminterrato è stato realizzato un allestimento, che permette di fare delle piccole esposizioni tematiche, sono visibili le pregevoli collezioni di artigianato artistico - ebanisteria, filigrana d'argento, ferro battuto - e i costumi tradizionali.
Nello stesso piano si trova un'aula didattica.

L'esposizione ha lo scopo di far capire a tutti i visitatori del museo come dietro un paesaggio di boschi e pascoli, che tutti ammirano, vi siano scelte secolari, che le generazioni passate hanno compiuto, come la proprietà collettiva abbia costituito in passato la fonte essenziale dei mezzi di sopravvivenza della comunità ampezzana e come l'istituzione, tuttora riconosciuta, sia oggi ancora valida e operante.

Attraverso un'esposizione selettiva di oggetti e di immagini il museo documenta alcuni aspetti importanti della cultura della comunità ampezzana: il patrimonio di tradizione, le modalità di gestione dei boschi e dei pascoli, il secolare rapporto tra uomini e territorio.

 

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  • Il Museo Etnografico propone all’interno dei suoi spazi espositivi la mostra temporanea ANPEZO IN MUSICA. Le note della conca risuonano attraverso strumenti, personalità e istituzioni, dedicata agli strumenti musicali antichi realizzati o utilizzati nei secoli scorsi a Cortina d’Ampezzo.
    I tre piani del museo offrono a chi li visita una selezione di opere finemente lavorate da artigiani locali i quali hanno utilizzato la loro maestria per dare vita a strumenti che hanno allietato i momenti più festosi della conca. Si possono ammirare i violini costruiti da Angelo Soravia, Giuseppe Menardi e Rinaldo Colle, alcuni con intarsi in tar-kashi, e scoprire le diverse fasi della loro realizzazione grazie a campioni, sagome e scalpelli del mestiere oppure sentire attraverso il diapason il suono prodotto da una tavola armonica ricavata da un abete del territorio. Così come si possono vedere diversi tipi di mandolino, da quelli più semplici a quelli maggiormente decorati, ed ammirare delle cetre d’inizio ‘900 con i loro spartiti perfettamente conservate.

    All’esposizione degli strumenti a corda segue quella dei fiati come trombe, fagotti e armoniche che recano i segni dell’ampio uso che ne è stato fatto nel tempo. Foto d’archivio ritraggono – a conferma di ciò – famiglie riunite attorno ad un tavolo intente a suonare, piccole compagnie che improvvisano concerti all’aria aperta e naturalmente sfilate e celebrazioni in piazza.
    Non possono non mancare in questo excursus musicale anche le tastiere. Due particolari esempi fanno bella mostra di sé all’interno dell’allestimento: un pianoforte Wilhelm Spaethe costruito a Gera risalente a circa metà del XIX secolo e la tastiera dell’organo realizzato da Gaetano Callido nel 1777 con alcune delle canne.

    La musica come elemento costitutivo della vita familiare e non della vallata. Per questo motivo una parte della mostra racconta due istituzioni fondamentali per il paese: la Schola Cantorum nata grazie a Don Giuseppe Dasser che nel 1882 istruì un piccolo gruppo di ragazze a cui poco dopo si unirono diversi giovani ampezzani e il Corpo Musicale di Cortina d’Ampezzo creato nel 1861 da Andrea Constantini “Dea Zima” insieme ad una trentina di amanti della musica. Pannelli esplicativi, fotografie d’epoca, spartiti e naturalmente strumenti raccontano le loro storie.

    Inoltre, in occasione dei cento anni dalla scomparsa, l’esposizione dedica uno spazio particolare ad una figura spesso dimenticata a Cortina, ma che ha avuto un notevole successo in Austria e che ha contribuito ad influenzare i gusti e lo stile della sua epoca. Si tratta di Alexander Girardi definito dalla critica austriaca del tempo – metà ‘800, inizio ‘900 – “il più grande maestro dell’arte popolare”. Girardi, origini ampezzane da parte di padre, fu uno dei maggiori interpreti dell’operetta viennese nel suo periodo aureo tanto da ispirare i gusti dei suoi ammiratori non solo nell’ambito artistico, ma anche in quello quotidiano lanciando nuove mode nel vestire o nel cantare. I visitatori possono osservare una selezione delle più belle cartoline d’epoca realizzate per celebrare il talento dell’artista le quali lo ritraggono con i costumi di scena delle molte opere interpretate affianco ad alcuni francobolli, molto in voga nei primi anni del 1900, utilizzati a scopo pubblicitario. Il tutto mentre in sottofondo si sente la voce dello stesso Girardi cantare.

    Orario d'apertura: 10.30-12.30/15.30-19.30
    Lunedì chiuso. Agosto aperto tutti i giorni.

    Ogni martedì alle 17.30 si svolge una visita dedicata al Museo Etnografico e alla mostra temporanea Anpezo in musica. Le note della conca risuonano attraverso strumenti, personalità e istituzioni.
    La visita, inclusa nel biglietto di ingresso, è adatta anche ai bambini.

    Atlante toponomastico d'Ampezzo

    Regole d'Ampezzo - Via Mons. P. Frenademez, 1 - I-32043 Cortina d'Ampezzo - Codice fiscale e partita IVA 00065330250 - Privacy Policy