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225 milioni di anni fa, durante il periodo Carnico, il paesaggio dolomitico stava andando incontro ad un drastico cambiamento causato da un abbassamento del livello del mare con conseguente emersione di vaste aree, soprattutto verso sud rispetto alla conca ampezzana.
Scomparse definitivamente le scogliere coralline, si formarono fondali pianeggianti e molto estesi, coperti da pochi decimetri d'acqua, in genere torbida perchè agitata dal moto ondoso. Le terre emerse prospicienti erano ricoperte da foreste.
Nei sedimenti depositatisi in questi ambienti sono molto tipici: i fossili di grossi bivalvi (Trigonodus, Myoforia, Pachycardia, Ostrea); talvolta i denti fossili di pesci e raramente anche resti di ossa di rettili terrestri; i resti di vegetali, principalmente conifere ed equiseti, che spesso si trovano trasformati in carbone;le gocce di resina fossile: l'ambra.
Quest'ambra è tra le più antiche conosciute al mondo. Nella maggioranza dei casi si tratta di piccole gocce della dimensione di pochi millimetri fino a qualche centimetro, molto fratturate, in quanto sottoposte a una forte compressione durante il processo di fossilizzazione. Alcune di esse mostrano addirittura al loro interno microscopici inclusi come pollini, ceneri e frammenti vegetali.