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Storia geologica delle Dolomiti
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Storia geologica delle Dolomiti - Seconda parte

foto Successivi sconvolgimenti tettonici portano il fondo del mare ad abbassarsi in modo lento ma continuo (210 milioni di anni - fine Triassico), creando condizioni di bassofondo tropicale; le acque limpide e mosse favoriscono la formazione di dune sabbiose sottomarine: i depositi sono costituiti da fanghi e sabbia carbonatici, il clima si fa più umido ed il mare s'arricchisce di colonie branchiopodi.

In seguito (185 milioni di anni - metà Giurassico), per effetto dell'inabissarsi del fondo marino, il fondale si abbassa sotto i mille metri.
Le fortissime correnti oceaniche non facilitano certo ingenti depositi: è l'habitat marino più adatto ai grandi molluschi come le ammoniti. I pochi depositi rimasti, colorati di rosso e ricchi di ammoniti, sono noti con il nome di Rosso Ammonitico.
Ad essi si sovrappongono rocce friabili grigie, rimaste in pochi luoghi preservati dagli sconvolgimenti tettonici successivi: sono le cosiddette "Marne del Puez". Esse appaiono nel paesaggio odierno come colline di modesta altezza.

In seguito ad un periodo di intensi terremoti ed innalzamenti si definisce un ambiente caratterizzato da una costa molto articolata con pareti a picco sul mare e intercalata da valli; vigorosi torrenti trasportano al mare i detriti modellando così le spiagge.
Sono così nate le rocce più giovani delle Dolomiti (25 milioni di anni - Terziario), il cosiddetto "Conglomerato di Monte Parei", costituito da ciottoli arrotondati misti a sabbie, alghe, conchiglie, denti di squalo.

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