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Storia geologica delle Dolomiti
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I fossili
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Storia geologica delle Dolomiti - Prima parte

foto Le montagne dolomitiche che circondano Cortina, paesaggio unico al mondo, sono il risultato dell'innalzamento e del corrugamento di enormi complessi rocciosi, provocati da potentissimi movimenti tettonici.
Questi fenomeni sconvolsero un territorio, che circa 234 milioni di anni fa, era caratterizzato da un mare caldo, simile agli attuali Caraibi, adornato da scogli e atolli. Uno di essi si trovava nella zona del Monte Cernera, ove sono stati reperiti gasteropodi, branchiopodi, alghe, anemoni di mare e le caratteristiche ammoniti.

Con le successive eruzioni vulcaniche si sono formate numerose isole.
La continua erosione di esse ha prodotto un'enorme massa di depositi vulcanoclastici, rocce scure nelle quali abbondano numerosi fossili di vegetali, segno della presenza di foreste tropicali (230 milioni di anni).
Successivamente un mare tropicale (229 milioni di anni - Carnico), ricco di barriere coralline, è testimoniato dalla presenza di rocce tenere come marne e calcari marnosi: la cosiddetta "Formazione di San Cassiano".

L'abbassamento del livello del mare e l'emersione di vaste aree ha poi sconvolto drasticamente il paesaggio dolomitico (225 milioni di anni): scomparse le barriere coralline, si sono formati estesi fondali pianeggianti; il mare basso ha facilitato lo sviluppo di grossi bivalvi e di pesci di varie specie, oltre che la comparsa dei primi rettili terrestri.
I ritrovamenti, non solo di reperti fossili di animali, ma anche di carbone e di ambra, testimoniano la presenza di rigogliose foreste.
In seguito (224 milioni di anni - Norico), il mare si alzò nuovamente e invase ciclicamente le terre depositando fanghi carbonatici, la Dolomia Principale, in cui s'inglobano grossi lammellibranchi, chiamati megalodonti.

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